Il 9 novembre 2025 ho corso la 10K dell’Athens Marathon The Authentic, chiudendo con il tempo di 38:44 e piazzandomi come 2° italiano al traguardo. Tagliare il traguardo nello storico Panathinaiko Stadium, lo stesso dove Stefano Baldini scrisse la storia olimpica nel 2004, è stata un'emozione indescrivibile, che va ben oltre la pura prestazione cronometrica.

Il Contesto: Un Salto di Qualità Significativo
Venivo dal 39:15 siglato ad ottobre alla Palermo International Half Marathon. Abbassare il limite stagionale a 38:44 su un tracciato famigerato per la sua durezza è stata una grande conferma del lavoro svolto.
Non si è trattato solo di limare secondi, ma di constatare una netta crescita nella resistenza muscolare e nella gestione degli sforzi ad alta intensità: gli allenamenti hanno pagato dividendi importanti, permettendomi di digerire un dislivello impegnativo senza cedere nella seconda parte.
La Gara e la Gestione del Dislivello
Il percorso di Atene non perdona: dopo un primo chilometro lanciato a 3:26/km con pendenza a favore, dal 2° al 6° km la strada sale in maniera costante e inesorabile (+58m di dislivello positivo). In questo tratto i ritmi sono inevitabilmente saliti verso i 4:02-4:07/km, ma la sensazione di corsa e la stabilità del motore sono rimaste solide.
Scollinato al 6° km, la risposta muscolare è stata immediata: ho ripreso a spingere forte sui tratti in discesa (3:44-3:48/km), per poi chiudere in crescendo con il 10° km in 3:29 e uno sprint finale a 3:23/km all'ingresso dello stadio.
10km Athens Race
domenica 9 nov, 09:00
10.17km
3:49/km
38:50
Analisi Tecnica: Tenuta in Soglia e Picco Finale
La gestione della frequenza cardiaca racconta bene lo sforzo costante richiesto dalla salita e la capacità di spingere fino all'ultimo metro:
Z4 (Soglia - 169-183 bpm): ~85% del tempo di gara, mantenuta in modo piatto e costante (176-178 bpm medi) sia nei chilometri di salita che nei tratti di spinta in discesa.
Z5 (Massimo Sforzo - >183 bpm): Toccata nel finale durante lo sprint sul traguardo, con un picco di 184 bpm.
Z3 (Ritmo - 154-168 bpm): Limitatamente al solo primo chilometro di lancio e assestamento (167 bpm medi).
Reggere oltre l'85% della gara in Z4 su un percorso con continui cambi di pendenza conferma un'ottima tenuta muscolare e una spiccata capacità di smaltire l'acido lattico anche sotto sforzo prolungato.
Considerazioni Finali
Correre tra le strade della storia, immersi in un'atmosfera unica, trasforma la fatica in pura adrenalina. Questo 38:44 ha rappresentato un passaggio fondamentale nella mia crescita atletica, dimostrando che la base era pronta per fare uno step ulteriore.
Un risultato che ha lasciato l'asticella sempre più alta e una gran fame di continuare a macinare asfalto.



