Il 19 ottobre 2025 sono tornato sulla linea di partenza della 10K della XII^ International Palermo Half Marathon, fermando il cronometro a 39:14. Al di là del dato cronometrico, questa gara rappresenta una vittoria dal valore immenso: il punto d'arrivo di un lungo percorso di riabilitazione e la conferma che il corpo ha ritrovato la sua efficienza meccanica.

Il Contesto: Il Rientro dall'Infortunio e la Ricostruzione
L'estate tra luglio e agosto è stata segnata da uno stop forzato a causa di un infortunio al ginocchio, arrivato dopo mesi complessi di gestione di tendiniti e problemi strutturali. Grazie a un anno di lavoro scrupoloso con il fisioterapista e alla costante guida e vicinanza di mio padre come coach, fondamentale nei momenti in cui la motivazione vacillava, il verdetto pre-gara è stato chiaro: "Ora corri bene".
La preparazione per questo appuntamento è stata inevitabilmente graduale e prudente. L'obiettivo primario non era cercare a tutti i costi il ritmo limite, ma ritrovare il feeling con la competizione e verificare la tenuta biomeccanica sotto sforzo in vista del vero grande obiettivo stagionale: la durissima 10K di Atene.
La Gara e la Gestione del Tracciato
Il percorso di Palermo si conferma ancora una volta selettivo e muscolare, perfetto per testare sia la risposta del ginocchio che la capacità di gestione della frequenza cardiaca:
Mondello e la salita della Favorita (km 1–4): Partenza regolare a 3:53/km per poi attaccare le pendenze di via Margherita di Savoia (+27m di dislivello sia al 2° che al 3° km). In salita i parziali si assestano sui 4:01–4:03/km, gestendo il motore in controllo e mantenendo una frequenza cardiaca di soglia senza andare in fuori giri.
Il passaggio al Parco e lo scollinamento (km 5–6): Dopo il recupero parziale del 5° km in discesa (3:46/km), l'ultimo tratto in salita prima di invertire la rotta porta il 6° km a 4:05/km (+16m).
La progressione in discesa verso Mondello (km 7–10): Scollina la Favorita, la risposta muscolare è ottima e priva di fastidi. La discesa verso il Charleston si trasforma in una progressione decisa e costante: 3:51, 3:38 e 3:34/km, fino all'ultimo chilometro chiuso in 3:47/km e lo sprint finale a 3:24/km negli ultimi 140 metri.
Morning Run
domenica 19 ott, 11:36
10.15km
3:51/km
39:12
Analisi Tecnica: Frequenza Cardiaca e Stabilità Meccanica
I dati di Strava mostrano una prestazione estremamente solida, caratterizzata da una cadenza di corsa impeccabile e un controllo totale dello sforzo:
Frequenza Cardiaca e Soglia: Dopo il primo km di assestamento (151 bpm), il cuore si stabilizza rapidamente a 173–178 bpm nel tratto in salita, per poi salire gradualmente fino a 180–182 bpm nel finale, toccando un picco di 183 bpm nello sprint conclusivo.
Cadenza di Corsa: Costanza assoluta per tutta la gara, con una media compresa tra 180 e 186 passi al minuto. Questo dato confermando una falcata reattiva, leggera ed efficiente, essenziale per scaricare le sollecitazioni dalle articolazioni e dal ginocchio.
Considerazioni Finali e Sguardo verso Atene
Chiudere in 39:14 dopo mesi di incertezze, salite e riabilitazione ha il sapore di una vera liberazione. Aver corso senza dolori, spingendo forte nei chilometri finali sul traguardo di casa, dà la certezza che il lavoro svolto sta pagando.
Con il test di Palermo archiviato con successo e la struttura fisica finalmente solida, il focus si sposta completamente sul prossimo blocco di allenamenti. Direzione Atene: un percorso storico, duro e affascinante, da affrontare con la giusta consapevolezza e una forma in continua crescita.


